Animali: dallo studio dei denti indicazioni chiave su dieta

(AGI) – Bruxelles, 12 apr. – I nostri denti sono letteralmente modellati dal tipo di cibo che decidiamo di metterci in bocca.
Almeno questo e’ quanto emerso da una ricerca europea, pubblicata sul Journal of the Royal Society Interface e riportata dal notiziario Cordis.
I risultati mostrano come le prove ottenute dai denti possano essere usate per determinare cio’ che e’ stato mangiato da un particolare animale. Questo significa che gli scienziati possono ora fare ricerche sulle diete degli animali selvatici senza bisogno di guardare il contenuto del loro stomaco. Il team afferma inoltre che il loro metodo potrebbe essere usato per studiare le diete di animali estinti come i rettili marini giganti e i dinosauri. Secondo i ricercatori, la ruvidita’ delle superfici dei denti puo’ rivelare cio’ che un animale ha mangiato. Questo mostra che esiste un collegamento stretto tra ruvidita’ dei denti e dieta, con i denti di animali che si nutrono di cibi duri che presentano superfici piu’ ruvide rispetto a quelli di animali che mangiano cibi morbidi. “Fate scorrere la vostra lingua sui denti. Alcuni – ha detto Mark Purnell, docente dell’Universita’ di Leicester – potrebbero sembrare piu’ ruvidi rispetto ad altri. La domanda a cui stiamo cercando di dare una risposta e’ se sia possibile usare la ruvidita’ delle punte dei denti, consumate dal contatto con il cibo, per capire cio’ che un animale ha mangiato? Ma prima di poter iniziare a rispondere a questa domanda, ci dobbiamo chiedere: cos’e’ la ruvidita’? Essa e’ difficile da misurare. Le superfici lisce e ruvide sono intuitivamente facili da distinguere, ma la corteccia di un albero e’ piu’ ruvida della superficie di una strada? La superficie microscopica del gesso e’ piu’ ruvida di quella del formaggio? Il confronto risulta difficile”. “Ma la questione e’ importante. Ad esempio – ha continuato – in seguito all’usura le protesi all’anca diventano piu’ ruvide o piu’ lisce? Se il cilindro di un motore e’ troppo liscio non tratterra’ abbastanza olio sulla sua superficie, causando attrito e portando al grippaggio, ma quanto liscio e’ il troppo liscio? Allo scopo di fornire una risposta a domande come questa, gli ingegneri per decenni hanno lavorato a modi per misurare la ruvidita’. Ora si stanno sviluppando standard internazionali basati su nuovi modi per misurare le superfici in modo molto preciso mediante speciali microscopi 3-D, e in questo studio e’ stato applicato proprio questo approccio ai denti”. Questi nuovi metodi metteranno a disposizione un nuovo modo utile per studiare la dieta dei pesci. Cio’ significa che i ricercatori saranno in grado di vedere come dei cambiamenti nella dieta possono controllare la scomparsa di una specie, o l’evoluzione di nuove specie, e risultera’ particolarmente utile per lo studio di fossili di animali le cui diete sono difficili da determinare. “Con nostra sorpresa – ha raccontato Ole Seehausen, altro scienziato che ha lavorato allo studio – abbiamo scoperto che in alcuni casi la ruvidita’ dei denti e’ un’indicazione piu’ affidabile della dieta rispetto all’osservazione dello stomaco di un pesce, poiche’ il contenuto dello stomaco dice soltanto cio’ che l’animale ha mangiato nelle poche ore precedenti alla cattura, non cio’ che mangia solitamente”.

fonte: (AGI) http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201204121320-eco-rt10099-animali_dallo_studio_dei_denti_indicazioni_chiave_su_dieta

 

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